Ci siamo conosciuti il giorno della sua festa di 18 anni. Io ero stata invitata solo perché sorella del suo migliore amico.

La festa fu bellissima. La villa in campagna dei suoi nonni era meravigliosa e nel grande giardino abbiamo trascorso ore stupende a rincorrerci e a tirarci gavettoni.

Dietro la casa c’era e c’è ancora oggi una quercia secolare.

Lì davanti, dopo aver tagliato la sua torta, mi ha chiesto se ne avrei voluta una fetta anche il pomeriggio del giorno dopo.

Era la mia torta preferita, cioccolato e cocco, e lui era radioso: non avrei mai potuto rifiutare.

Il pomeriggio dopo tornai alla villa, con le farfalle allo stomaco e 1984 di Orwell in borsa.

Parlammo di letteratura inglese tutto il pomeriggio, poi, davanti alla vecchia quercia, ci fu il primo bacio.

Quell’estate frequentai spesso quella villa e nel giardino abbiamo passato i nostri momenti più belli, tra corse, barbecue, plaid stesi per terra e lunghe letture sull’erba.

Cartoline dalla Campagna
libro

Dieci anni dopo quel primo bacio, la quercia secolare è stata testimone di un altro bellissimo momento. Lui aveva 28 anni e 5 giorni quando si è inginocchiato sul prato e, come nella più romantica delle tradizioni, mi ha chiesto di sposarlo: ancora un’offerta che non potevo rifiutare.

Così, un anno dopo, quel giardino si è riempito di tavoli e di luci, di cibo buonissimo e di innumerevoli brindisi. La vecchia quercia, per l’occasione addobbata con del velo bianco, è stata lo sfondo preferito per le foto di nozze. La location era bellissima: il giardino si era trasformato in un sogno a occhi aperti.

Due anni dopo abbiamo trascorso una settimana in villa in totale relax.

Mi sono accorta in quei giorni di essere incinta, così ho portato mio marito davanti al nostro albero, gli ho posato la mano sulla mia pancia e non c’è stato bisogno di dire nulla.

Da quell’estate abbiamo deciso di trascorrere ogni anno alcuni giorni in villa.

Anche oggi siamo qui. E mentre scrivo queste righe stesa su un vecchio plaid rosso e blu, vedo il piccolo Mattia correre intorno alla quercia e ridere come solo i bambini sanno fare.

Un giorno, tra qualche anno, gli parlerò di quell’albero, testimone secolare di tante storie, anche della sua.

Cartoline dalla campagna