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Winston Churchill la definì la “Perla d’Africa” per via dei suoi panorami mozzafiato che riportano alla mente le atmosfere de “Il Re leone” della Disney.

Uganda, terra floridissima e violenta, terra di enormi contraddizioni. Qui, nel parco nazionale di Bwindi, è possibile trovare la metà dei Gorilla di montagna di tutto il mondo, mentre la popolazione civile è stata decimata da genocidi durante decenni di dittature, con l’Aids che ha contagiato circa un quarto della popolazione.

Entebbe si trova su una penisola sulla costa settentrionale del Lago Vittoria, a circa 35 km a sudovest di Kapala.

Proprio a Entebbe il Presidente liberamente eletto Yoweri Museveni, attualmente in carica dopo molti anni, volle una nuova dimora affacciata sul Lago Vittoria. L’incarico per la progettazione degli arredi fu affidato allo Studio Papiri di Roma, mentre quello per la realizzazione dei Giardini Presidenziali alla Pellegrini Giardini.

Fu naturalmente per noi motivo di orgoglio, una delle prime importanti commesse internazionali della nostra storia.

CURIOSITÀ

Entebbe è entrata nel mito per una delle più folli e rocambolesche operazioni militari della storia moderna.

Nel 1976 un volo Air France partito da Israele e diretto a Parigi fu dirottato da quattro terroristi, due palestinesi e due tedeschi.

Dopo aver fatto scalo a Bengasi, in Libia, atterrò proprio sul piccolo aeroporto di Entebbe, città fino allora semi-sconosciuta al mondo intero. Qui, protetti e supportati logisticamente dal sanguinario dittatore Idi Amin Dada, i dirottatori chiesero un riscatto di 5 milioni di dollari e la liberazione di cinquanta prigionieri palestinesi.

Sei giorni dopo 3 aerei cargo militari Hercules C-130 decollarono da Israele e, nel pieno della notte, con le luci di bordo spente e dopo aver sorvolato il territorio ugandese a bassissima quota, atterrarono su una pista secondaria.

All’interno di uno di questi vi era una Mercedes nera come quella di Amin Dada, negli altri due quasi duecento membri dei corpi speciali Sayeret Matkal e del Mossad.

Quando il finto corteo presidenziale si avvicinò al terminal dove erano trattenuti gli ostaggi vi fu il blitz che portò alla loro liberazione., passato agli onori di cronaca come “operazione Entebbe“.

Fu un vero successo, pur macchiato dalla morte di 3 ostaggi e del comandate delle forze speciali, il tenente colonnello Yonatan Netanyahu, fratello dell’attuale primo ministro dello stato ebraico.

 

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