A proposito della genesi del Giardino Verticale se ne sono dette tante: diverse sono le aziende che producono sistemi più o meno affidabili, più o meno invasivi dal punto di vista estetico e diversamente funzionali.

Ma come nasce l’idea del giardino verticale?

PATRICK BLANC è un botanico e scienziato francese nato nel 1953 che per tutta la vita ha studiato la crescita degli arbusti nelle foreste pluviali. Durante i suoi studi in Malesia e Thailandia rimase colpito dalla capacità di alcune piante di crescere sulla roccia, in particolari condizioni di umidità.

Patrick Blanc @ Mt Kinabalu, Sabah, Borneo, Aug. 2018

Ne rimase talmente affascinato che, una volta rientrato a Parigi, iniziò a sperimentare una serie di supporti speciali e impianti di irrigazione adeguati, fino ad arrivare ai veri e propri involucri organici che sono parte integrante degli edifici di oggi.

Il primo Giardino Verticale della storia

Era il 1986 quando il primo Mur Vègétal fu installato nella Citè de Sciences a Parigi. Da quel giorno il Giardino Verticale ha letteralmente ricoperto innumerevoli muri di grandi palazzi, di edifici pubblici e privati in tutto il pianeta, innescando una piccola grande rivoluzione vegetale.

Ma come funziona esattamente il giardino verticale?

Il Giardino Verticale è composto da:

  • una struttura metallica ancorata alla parete sulla quale viene sospeso
  • uno strato di coltura composto da più tessuti tecnici cuciti insieme,
  • nei quali sono ricavate delle tasche che ospitano le piantine (fino a 30 per metro quadrato)
  • e l’impianto di irrigazione. Al di sotto di esso,
  • una grondaia provvederà a captare l’acqua di irrigazione pre-concimata (fertirrigazione) in eccesso e rimetterla in circolo.

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